Cefeo è una costellazione circumpolare dall'Italia, riconoscibile per la sua forma a casetta stilizzata, con il tetto puntato verso la Stella Polare. Poco appariscente a prima vista, custodisce stelle di enorme importanza scientifica, prima fra tutte Delta Cephei.
Si trova tra Cassiopea e la Stella Polare. Cerca cinque stelle che disegnano una casa dei bambini: un quadrato con un tetto a punta. Il tetto punta verso la Polare, il che aiuta a orientarsi. Essendo circumpolare, è sempre sopra l'orizzonte, ma cambia inclinazione durante la notte.
| Stella | Magnitudine | Note |
|---|---|---|
| Alderamin (α Cephei) | 2,5 | Bianca, la stella più brillante; tra qualche migliaio di anni diventerà lei la stella polare. |
| Delta Cephei | 3,5-4,4 | Prototipo delle Cefeidi, stelle variabili usate per misurare le distanze nell'Universo. |
| Mu Cephei - Stella Granata | 4 | Supergigante rossa, una delle stelle più grandi e rosse visibili, così chiamata da Herschel. |
| Oggetto | Tipo | Note |
|---|---|---|
| IC 1396 | Nebulosa | Vasta nebulosa a emissione che contiene la Proboscide d'Elefante, per astrofotografia. |
Cefeo era il re d'Etiopia, marito di Cassiopea e padre di Andromeda. Quando la vanità della moglie scatenò l'ira di Poseidone, fu costretto a offrire la figlia in sacrificio a un mostro marino. La famiglia intera fu poi posta in cielo, in costellazioni vicine.
Cefeo è visibile tutto l'anno dall'Italia, ma culmina alto nelle sere d'autunno. Delta Cephei è un ottimo esercizio: seguendola per qualche notte se ne nota il cambio di luminosità a occhio nudo. Il calendario segnala le notti buie ideali.
Da osservare nella stessa zona o nella stessa stagione.
Perché ospita Delta Cephei, il prototipo delle Cefeidi: stelle variabili la cui pulsazione è legata alla luminosità reale. Grazie a loro è possibile misurare le distanze delle galassie.
Sì, è una costellazione circumpolare: alle nostre latitudini non tramonta mai e ruota attorno alla Stella Polare durante la notte.
È Mu Cephei, una supergigante rossa enorme e di colore intenso, così soprannominata dall'astronomo William Herschel per la sua tinta rubino.