Il Cane Maggiore è una costellazione invernale piccola ma indimenticabile, perché ospita Sirio, la stella più brillante di tutto il cielo notturno. Segue Orione nel suo cammino, come il cane da caccia del gigante, basso verso l'orizzonte meridionale alle nostre latitudini.
Il modo più semplice è partire dalla Cintura di Orione e prolungarla verso il basso a sinistra: si arriva dritti a Sirio, scintillante e spesso colorata dai riflessi dell'atmosfera perché bassa sull'orizzonte. Da Sirio si sviluppa verso il basso la figura del cane.
| Stella | Magnitudine | Note |
|---|---|---|
| Sirio (α CMa) | -1,46 | Bianco-azzurra, la stella più brillante del cielo; è vicina, a soli 8,6 anni luce, e ha una compagna nana bianca. |
| Adhara (ε CMa) | 1,5 | La seconda stella della costellazione, una delle sorgenti ultraviolette più intense vicine. |
| Wezen (δ CMa) | 1,8 | Supergigante gialla, molto luminosa ma lontana. |
| Oggetto | Tipo | Note |
|---|---|---|
| M41 | Ammasso aperto | Poco sotto Sirio, visibile al binocolo come una macchia di stelle; già Aristotele lo annotò. |
Il Cane Maggiore è uno dei cani da caccia di Orione, che lo segue fedelmente attraverso il cielo. Sirio, la sua stella, era detta dai Romani "stella del cane": il suo sorgere estivo insieme al Sole segnava i giorni più caldi, la "canicola".
Il Cane Maggiore e Sirio si osservano nelle sere invernali, da dicembre a marzo, bassi verso Sud. Sirio è spettacolare a occhio nudo, con i suoi guizzi di colore. L'ammasso M41 è un facile bersaglio da binocolo. Il calendario ti dice quando il cielo è al buio.
Da osservare nella stessa zona o nella stessa stagione.
È Sirio, di magnitudine -1,46: non solo la più brillante della costellazione, ma la stella più luminosa dell'intero cielo notturno.
Perché dall'Italia è bassa sull'orizzonte: la sua luce attraversa molta atmosfera, che la fa tremolare e la scompone in lampi di colore. È un effetto atmosferico, non della stella.
Nell'antichità il sorgere di Sirio insieme al Sole, in piena estate, coincideva con i giorni più caldi dell'anno, detti perciò "canicola", dal nome della stella del cane.