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Origini e Significato dello Smoking: Quando è Nato e Perché

12 Settembre 2026 20 min de lecture Mis a jour 12 Settembre 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

In breve

  • Lo Smoking nasce nell’Inghilterra vittoriana della seconda metà dell’Ottocento come giacca più pratica e meno formale del frac.
  • La sua Nascita è legata alle sale per fumatori delle dimore aristocratiche, dove serviva un capo che proteggesse gli abiti dall’odore del tabacco.
  • Il nome italiano deriva dall’uso originario, ma nei paesi anglofoni si parla soprattutto di dinner jacket o tuxedo.
  • La Moda lo ha trasformato da abbigliamento domestico maschile a uniforme delle grandi Serate, dal teatro alle cerimonie serali.
  • Il suo Significato moderno non coincide con il lusso ostentato: dipende da taglio, proporzioni, sobrietà e rispetto della Tradizione.

Origini dello Smoking: quando nasce la giacca da fumo

Le Origini dello Smoking risalgono alla seconda metà del XIX secolo, in piena età vittoriana. Il riferimento storico più citato è il 1865, anno in cui il sarto londinese Henry Poole avrebbe realizzato una giacca da sera corta per il principe di Galles, il futuro Edoardo VII. Non era ancora l’abito da gala che si vede oggi nei ricevimenti o sui red carpet: era una soluzione più rilassata rispetto al frac, pensata per un ambiente privato.

Nelle grandi case inglesi, il pranzo formale era seguito da un momento separato dedicato a sigari e tabacco. Gli uomini lasciavano la sala da pranzo e si ritiravano nello smoking room, una stanza in cui il fumo era previsto, tollerato e spesso parte del rituale sociale. Indossare il frac in quell’ambiente significava impregnarne il tessuto e le code posteriori di odori persistenti. La giacca da fumo rispondeva a un problema molto concreto, non a una trovata decorativa.

La prima forma dello Smoking era quindi una giacca corta, senza code, generalmente in velluto o lana scura. Aveva revers rifiniti in seta o raso, materiali lisci sui quali cenere e odori attecchivano meno facilmente rispetto alla lana ruvida. Il capo poteva essere indossato sopra la camicia bianca e sostituito prima di tornare dagli ospiti. L’Eleganza non nasceva dalla rigidità del completo, ma dalla qualità delle finiture e dalla disciplina di un gesto ripetuto.

La Storia della giacca racconta bene un aspetto della società britannica del tempo. L’abbigliamento maschile seguiva regole severe, quasi tecniche, basate su orario, luogo e livello di formalità. Il frac restava l’abito destinato alla cena e ai grandi eventi. Lo Smoking occupava una fascia intermedia: non era abito da giorno, ma nemmeno il massimo grado della formalità notturna. Era un indumento privato, adatto alla casa e ai momenti successivi al pranzo.

Il tabacco arrivava da una storia molto più antica. Le popolazioni indigene delle Americhe ne facevano uso molto prima della colonizzazione europea, con funzioni rituali, sociali e medicinali secondo contesti diversi. In Europa il consumo si diffuse dal XVI secolo, passando da pipa, tabacco da fiuto e sigaro. Nel XIX secolo il sigaro diventò un accessorio di status tra le classi alte europee, con conseguenze pratiche evidenti sugli spazi domestici e sull’Abbigliamento.

La parola italiana “smoking” conserva proprio quella funzione originaria. È un anglicismo costruito intorno al verbo inglese “to smoke”, fumare, ma non è il termine più comune nel Regno Unito. In inglese britannico si usa spesso “dinner jacket”; negli Stati Uniti prevale “tuxedo”. Questo dettaglio linguistico evita un equivoco frequente: lo Smoking italiano non è una denominazione universale, ma il risultato di una traduzione sociale e culturale entrata stabilmente nell’uso.

La giacca da fumo non va confusa con la vestaglia da camera, anch’essa chiamata in inglese smoking jacket. Quella era spesso realizzata in velluto, seta o broccato e destinata a un uso ancora più domestico. Il moderno completo da sera, composto da giacca, pantaloni, camicia e papillon, deriva invece dalla dinner jacket. Due capi condividono la stessa atmosfera ottocentesca, ma hanno funzioni e codici molto diversi.

Il passaggio dalla stanza dei sigari alla sala delle feste fu graduale. La praticità della giacca corta conquistò uomini che trovavano il frac troppo ingombrante per una Serata informale o per una cena in un club. La nuova Moda non cancellò subito le gerarchie del vestire, ma iniziò a renderle meno rigide. Nel giro di alcuni decenni, ciò che era tollerato nel salotto privato divenne appropriato anche in contesti pubblici selezionati.

Il dettaglio più interessante è che la Nascita dello Smoking non dipende da una singola invenzione isolata. Henry Poole rappresenta un punto documentato e simbolico, ma il capo emerge da abitudini collettive: il pranzo tardo, il sigaro, le stanze separate e il desiderio di essere eleganti senza portare addosso un abito troppo cerimoniale. La sua forma è il prodotto di una necessità sociale trasformata in codice estetico.

La data del 1865 resta quindi utile come riferimento, purché non venga trattata come il giorno in cui apparve dal nulla un’icona. Lo Smoking nacque perché il frac non era pratico per fumare e perché la società vittoriana aveva tempo, spazio e regole per distinguere ogni fase della serata. Da questa esigenza concreta prende avvio una delle uniformi maschili più riconoscibili della Moda occidentale.

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Significato dello Smoking: dal tabacco all’eleganza serale

Il Significato dello Smoking è cambiato radicalmente nel tempo. Alla fine dell’Ottocento indicava un capo funzionale, legato a una pratica precisa e oggi poco compatibile con gli spazi pubblici contemporanei. Nel XXI secolo rappresenta soprattutto l’Eleganza serale, una forma di abbigliamento codificato che comunica cura, occasione speciale e rispetto per il contesto. Il legame con il fumo resta nel nome, non nell’uso.

Questa trasformazione mostra un meccanismo frequente nella Storia della Moda. Un oggetto progettato per una funzione concreta può perdere la sua necessità originaria e conservarne la forma. Accade anche con molte tasche decorative, bottoni ereditati dalle uniformi militari o cinture nate per stringere cappotti da viaggio. Lo Smoking è sopravvissuto non perché serva più a proteggere dal tabacco, ma perché la sua silhouette comunica immediatamente una precisa idea di formalità.

Il nero domina perché riduce la visibilità delle pieghe, assorbe la luce e rende più leggibile il volto di chi lo indossa. In una sala illuminata da lampadari, candele o faretti teatrali, il contrasto tra giacca scura e camicia bianca crea una figura ordinata. Il blu notte ha una ragione analoga: sotto l’illuminazione artificiale può apparire ancora più profondo del nero. Non è una superstizione sartoriale, ma un effetto ottico noto già tra Otto e Novecento.

I revers lucidi in gros-grain o raso non sono un semplice ornamento. Creano una superficie diversa da quella della giacca e segnano la linea delle spalle e del torace. Nel modello con collo a scialle, il rever forma una curva continua, più morbida e adatta a una Serata meno rigida. Nel modello a punta, detto peak lapel, l’effetto è più verticale e formale. Una giacca con revers ordinari in tessuto opaco può essere elegante, ma non è automaticamente uno Smoking.

Il papillon completa l’insieme perché lascia visibile il davanti della camicia senza introdurre una linea lunga come la cravatta. La cravatta nera è associata al completo business e a eventi diurni o lavorativi; il papillon nero appartiene al codice della sera. Questa distinzione non è un capriccio per esperti di galateo. Cambia la geometria dell’abbigliamento e separa il completo da ufficio dall’abito per una cena formale, uno spettacolo o una cerimonia dopo il tramonto.

Il significato sociale dello Smoking contiene anche un limite. Può diventare una divisa escludente quando viene trattato come prova di superiorità economica o di appartenenza. Un capo ben tagliato in lana fresca, acquistato a prezzo ragionevole o noleggiato, comunica più ordine di una giacca costosa ma lucida, troppo stretta o piena di dettagli vistosi. Il marketing ama trasformare ogni accessorio in una necessità; la sartoria seria parte invece dalle proporzioni del corpo e dall’occasione.

La Tradizione italiana ha interpretato lo Smoking con una certa libertà. Il bianco o l’avorio, ad esempio, sono ammessi in contesti estivi, su terrazze, navi o località calde. La giacca bianca non rende il completo più formale: lo rende più scenografico e richiede pantaloni neri, camicia bianca e accessori sobri. Indossarla in una sala d’inverno alle 22 può sembrare una citazione cinematografica poco riuscita, non un gesto di stile.

Nel cinema, la figura di James Bond ha contribuito più di molti manuali a fissare l’immagine moderna dello Smoking. Dai film con Sean Connery in poi, il tuxedo è diventato l’abito dell’uomo che resta composto anche in situazioni improbabili. La lezione utile non è imitare un personaggio, ma capire perché quel completo funziona sullo schermo: linee pulite, contrasto netto, pochi elementi e nessun logo in evidenza.

Una Serata “black tie” non richiede ricchezza teatrale. Richiede coerenza. Giacca nera o blu notte, pantaloni coordinati con banda laterale, camicia bianca, papillon nero, scarpe nere lucide e calze lunghe scure costruiscono un linguaggio visivo unitario. Inserire sneakers, cintura appariscente o camicia con colletto da ufficio interrompe quel linguaggio, come un pannello solare montato in ombra: il componente è presente, ma il sistema lavora male.

Lo Smoking conserva quindi un Significato preciso perché stabilisce una distanza dal quotidiano. Non serve a mostrarsi diversi da tutti gli altri, ma a riconoscere che una determinata occasione merita un abbigliamento pensato. La sua forza non sta nell’eccesso, bensì nella capacità di rendere visibile la cura senza chiedere attenzione a ogni passo.

Storia dello Smoking in America: perché diventa tuxedo

La diffusione dello Smoking oltre l’Atlantico modificò nome, uso e immaginario. Negli Stati Uniti il capo venne associato a Tuxedo Park, esclusiva comunità residenziale nello Stato di New York fondata nel 1886. Secondo la tradizione più diffusa, il giovane Griswold Lorillard indossò una dinner jacket ispirata al modello inglese durante un evento del Tuxedo Club nel 1886. Da quel momento, il termine “tuxedo” entrò nell’uso americano.

La precisione storica richiede una cautela. Non significa che Lorillard abbia inventato lo Smoking dal nulla. La giacca esisteva già in Inghilterra e circolava tra club, sartorie e ambienti aristocratici. L’episodio americano fu importante perché contribuì a renderla visibile in un contesto pubblico e a collegarla a un luogo facilmente riconoscibile. Negli Stati Uniti, il nome della località finì per identificare l’intero abito.

La moda americana aveva un rapporto meno deferente con i codici britannici. Il frac restava prestigioso, ma la dinner jacket offriva una soluzione più agile per le cene private, i club e gli eventi mondani. Nel corso dei primi decenni del Novecento, il tuxedo divenne un’alternativa concreta all’abito con code. La sua diffusione coincise con l’espansione delle città, dei grandi alberghi, dei ristoranti eleganti e dell’intrattenimento serale.

La differenza tra “smoking”, “dinner jacket” e “tuxedo” merita attenzione perché evita errori quando si acquistano capi online o si leggono inviti internazionali. Un invito britannico con dress code black tie rimanda alla dinner jacket. Un invito statunitense può usare tuxedo. In Italia, Smoking è la parola corrente. Il concetto di base coincide, ma il vocabolario cambia con la geografia e con il mercato sartoriale.

Termine Area d’uso prevalente Significato pratico Contesto tipico
Smoking Italia e parte dell’Europa Completo maschile da sera con papillon Cerimonie, gala, teatro
Dining jacket Regno Unito Giacca da cena, alternativa al frac Black tie serale
Tuxedo Stati Uniti e Canada Completo da sera equivalente allo Smoking Eventi formali e mondani
Smoking jacket Uso anglofono storico Giacca domestica da fumo, spesso in velluto Casa e salotti privati

La tabella chiarisce un equivoco comune: una smoking jacket in velluto color borgogna, con cintura morbida e tasche applicate, non sostituisce necessariamente lo Smoking da black tie. È un capo affascinante, ma appartiene a un’altra Tradizione. Chi riceve un invito formale non dovrebbe affidarsi soltanto alla traduzione automatica del nome, perché rischia di arrivare con un abito corretto per un salotto del 1890 e fuori posto in una sala da concerto contemporanea.

Nel Novecento il cinema americano consolidò l’immagine del tuxedo come uniforme della grande Serata. Fred Astaire lo indossava danzando, Cary Grant lo rese sobrio e affilato, Frank Sinatra lo legò ai locali notturni e alla musica swing. La costruzione cinematografica semplificava la realtà, ma fissava alcuni elementi: il nero, la camicia bianca, il papillon e la sicurezza di movimenti. Un abito da sera deve consentire di sedersi, cenare e camminare senza sembrare un’armatura.

Il periodo tra gli anni Venti e Cinquanta vide molte variazioni. Comparvero giacche doppiopetto, revers più larghi, pantaloni a vita alta e tessuti diversi dal classico nero. Alcune scelte sono tornate ciclicamente, altre sono rimaste fotografie d’epoca. Il principio stabile è semplice: quanto più il capo si allontana dalla linea pulita, tanto più dipende dalla qualità del taglio e dalla capacità di chi lo indossa di sostenerlo.

Negli Stati Uniti il tuxedo diventò anche un prodotto industriale. Il noleggio rese possibile indossarlo senza commissionare un abito su misura, soprattutto per balli scolastici, matrimoni e feste universitarie. Questa democratizzazione ebbe un effetto doppio. Da una parte rese il codice accessibile; dall’altra favorì completi standardizzati, spesso con spalle rigide, pantaloni troppo lunghi e camicie sintetiche poco traspiranti.

Il prezzo di un noleggio varia secondo città e qualità, ma nel mercato italiano del 2026 una formula completa può oscillare indicativamente tra 120 e 250 euro per una Serata, mentre uno Smoking entry level in lana o misto lana parte spesso da 300-500 euro. Sono fasce di mercato osservabili, non un listino universale. Per un uso una tantum il noleggio ha senso; per tre o più occasioni formali in pochi anni, un capo regolato da un sarto tende a essere una scelta più razionale.

Il percorso americano dimostra che la Moda non si limita a copiare. Prende una forma nata in un ambiente aristocratico, la inserisce in nuovi riti sociali e ne cambia perfino il nome. Tuxedo e Smoking raccontano la stessa famiglia di abiti, ma portano addosso due storie nazionali diverse.

Come riconoscere uno Smoking autentico nell’abbigliamento moderno

Riconoscere uno Smoking autentico evita acquisti inutili e riduce l’ansia davanti a un invito con dress code. Un completo nero non diventa automaticamente da sera solo perché è scuro. La differenza sta nell’insieme di dettagli costruiti per lavorare insieme: giacca, revers, pantaloni, camicia, chiusure e calzature. Guardare un solo elemento, come il papillon, porta spesso a valutazioni sbagliate.

La giacca deve avere revers in raso, seta o gros-grain, oppure revers dello stesso tessuto ma concepiti espressamente per un modello da sera. Il collo a scialle e il rever a punta sono entrambe scelte corrette. Il rever dentellato, quello tipico delle giacche business, è generalmente meno aderente al codice classico. Non è un reato sartoriale, ma segnala un compromesso commerciale che punta a far usare lo stesso capo in ufficio e a una festa.

I pantaloni sono coordinati alla giacca e presentano spesso una banda laterale, detta gallone, in raso o gros-grain. Non prevedono passanti per cintura nella versione tradizionale, perché la linea deve rimanere continua. Si usano bretelle sottili o regolazioni laterali interne. Una cintura di pelle, soprattutto con fibbia grande, spezza l’equilibrio del completo e porta l’occhio dove non serve.

La camicia è bianca, con colletto adatto al papillon. Il modello con colletto turndown è versatile e funziona nella maggior parte delle situazioni. Il colletto ad alette, wing collar, è più cerimoniale e richiama un’estetica storica vicina al frac. I bottoni coperti o i piccoli gemelli sul davanti sono appropriati, purché non brillino come gioielli da vetrina. Lo Smoking non è un albero di Natale in versione sartoriale.

Le scarpe dovrebbero essere nere, sottili e pulite. Le Oxford lucide sono una soluzione affidabile. Le pump in vernice con fiocco appartengono al codice più tradizionale, ma non sono obbligatorie per una cena contemporanea. Mocassini pesanti, derby da ufficio con suola spessa e sneakers sono invece un contrasto deliberato. Può essere una scelta di Moda, ma non rispetta l’impianto classico dell’abito.

Dettagli dello Smoking da controllare prima di una serata

  • La giacca dovrebbe chiudersi senza creare pieghe a X sul torace, segno che la taglia è troppo stretta.
  • Le maniche devono lasciare visibile circa 1 centimetro di polsino della camicia, con variazioni legate alla postura.
  • I pantaloni devono arrivare alla scarpa con una caduta pulita, senza accumularsi sulla caviglia.
  • Il papillon va proporzionato al viso e al colletto, meglio se annodato che già rigido e preconfezionato.
  • Le calze devono essere lunghe e scure, così da non mostrare la pelle della gamba quando ci si siede.

La vestibilità vale più dell’etichetta. Un modello da 900 euro con spalle fuori misura e maniche troppo lunghe sembrerà meno curato di un capo da 400 euro ben regolato. Il sarto può intervenire su orlo dei pantaloni, lunghezza delle maniche e punto vita della giacca. Le spalle, invece, sono costose da modificare: se non seguono bene la tua struttura, conviene provare un’altra taglia o un altro modello.

I tessuti incidono sul comfort. La lana fresca da 100 a 130 grammi per metro quadrato è frequente nei completi leggeri, mentre una lana più corposa si presta alle stagioni fredde. Il poliestere riduce il prezzo, ma tende a trattenere calore e a riflettere la luce in modo poco naturale. Per una Serata in una sala affollata, un misto lana con almeno il 60% di fibra naturale è in genere più gestibile di un tessuto sintetico lucido.

Il colore più sicuro resta il nero. Il blu notte è altrettanto corretto e spesso più interessante sotto luci artificiali. Borgogna, verde bottiglia o bianco possono funzionare in eventi creativi o in location specifiche, ma richiedono un invito meno convenzionale e una buona conoscenza delle proporzioni. Se il dubbio è alto, tornare al nero non è banalità: è una scelta tecnica che riduce gli errori.

Lo Smoking non è adatto a ogni evento elegante. Per un matrimonio di giorno, una laurea pomeridiana, un colloquio di lavoro o una cerimonia civile alle 11 è preferibile un abito scuro tradizionale. Il codice nasce per la sera, in genere dopo le 18 o dopo il tramonto. Forzarlo in pieno giorno produce lo stesso effetto di un telescopio puntato verso il Sole senza filtro: lo strumento non è sbagliato, è sbagliato il contesto d’uso.

Chi compra il primo Smoking dovrebbe privilegiare una giacca monopetto nera o blu notte, revers a punta o a scialle, due bottoni rivestiti e pantaloni coordinati. Questa configurazione attraversa gli anni meglio delle tendenze estreme. L’Abbigliamento formale è uno dei pochi ambiti in cui la sobrietà non riduce la personalità: rende più visibili postura, cura e presenza.

Quando indossare lo Smoking oggi tra tradizione e moda contemporanea

Lo Smoking si indossa quando l’occasione lo richiede o lo rende chiaramente appropriato. Un invito con dicitura “black tie” è l’indicazione più netta. Gala di beneficenza, première teatrali, cene formali, premi professionali, balli e ricevimenti serali sono contesti compatibili. Anche alcuni matrimoni serali lo ammettono, ma la decisione spetta agli sposi e al tono dichiarato dell’evento, non al desiderio di distinguersi nelle fotografie.

La Tradizione stabilisce che il black tie inizi dopo le 18, ma il dato non è un interruttore universale. In estate il sole può tramontare molto tardi, mentre una serata invernale comincia nel buio già alle 17.30. Conta soprattutto l’ambiente: un ricevimento in un teatro storico, una sala da ballo o un ristorante di alta fascia richiede un linguaggio diverso da una festa all’aperto con dress code casual chic. Leggere bene l’invito è più utile che affidarsi a regole ripetute senza contesto.

La differenza con il frac resta fondamentale. Il frac, o white tie, richiede giacca con code, panciotto bianco, papillon bianco e accessori più rigorosi. È destinato a eventi di massima formalità, come alcuni balli diplomatici, cerimonie accademiche e rappresentazioni d’opera particolarmente solenni. Presentarsi in Smoking a un evento white tie non è drammatico per chi non conosce il codice, ma equivale a usare una torcia potente per osservare le stelle: si possiede un buon oggetto, ma non quello adatto alla situazione.

La Moda contemporanea ha reso più flessibili alcuni elementi. È possibile vedere Smoking con dolcevita nero al posto della camicia, sneakers minimaliste o colori intensi. Queste scelte funzionano sulle passerelle, nelle fotografie editoriali o in eventi dichiaratamente creativi. Non sono la versione aggiornata e obbligatoria della Tradizione. Sono variazioni, da scegliere soltanto quando l’ambiente ammette una lettura meno letterale del dress code.

Per una prima Serata black tie, il margine di errore più basso resta il codice classico. Papillon nero, camicia bianca, scarpe nere e giacca scura non attirano attenzione per ragioni sbagliate. A quel punto si può intervenire su texture, taglio e qualità dei materiali. Un gros-grain opaco, ad esempio, appare meno brillante del raso e può risultare più contemporaneo senza rinunciare al linguaggio formale.

Lo Smoking femminile ha una Storia distinta ma condivide la stessa ricerca di autorevolezza serale. Yves Saint Laurent presentò il “Le Smoking” nel 1966, proponendo per le donne un completo pantalone nero ispirato alla sartoria maschile. Non era una semplice copia: trasformava un simbolo di potere maschile in un capo capace di esprimere autonomia, eleganza e controllo della propria immagine. Ancora oggi, un tailleur smoking ben costruito può essere più formale di molti abiti da sera ricchi di decorazioni.

Per chi non ama il papillon o si sente costretto dentro un codice rigido, la risposta non è acquistare accessori casual e mescolarli senza criterio. Conviene scegliere un buon abito scuro, una camicia pulita e scarpe appropriate, se l’invito non impone black tie. Lo Smoking non è una prova di coraggio né un obbligo sociale universale. È un linguaggio specifico, utile quando si condivide il vocabolario dell’evento.

La manutenzione merita attenzione. Dopo l’uso, la giacca va appesa su una gruccia larga e lasciata arieggiare almeno 12 ore lontano da fonti di calore. Il lavaggio a secco a ogni utilizzo è eccessivo e può consumare il tessuto e i revers. Una pulizia professionale dopo macchie evidenti o dopo diverse Serate è sufficiente nella maggior parte dei casi. Il papillon e la camicia, al contrario, richiedono controlli più frequenti perché sono a contatto diretto con pelle e colletto.

Prima di uscire, bastano dieci minuti davanti a uno specchio illuminato bene. Controlla che il collo della camicia non superi quello della giacca, che il papillon sia centrato, che l’orlo dei pantaloni non tocchi il pavimento e che le scarpe siano pulite. Sono verifiche semplici, ma incidono più di un accessorio costoso acquistato all’ultimo momento.

Lo Smoking è nato per un’abitudine oggi superata, ma continua a vivere perché offre una grammatica precisa per le occasioni serali. Quando l’invito indica black tie, scegliere un modello scuro ben regolato e accessori sobri resta il modo più diretto per rispettarne Origini, Significato ed Eleganza.

Quando è nato lo Smoking?

La data di riferimento più diffusa è il 1865, quando il sarto londinese Henry Poole realizzò una giacca da sera corta per il principe di Galles. Il capo si sviluppò poi gradualmente nei club e nelle case aristocratiche inglesi.

Perché si chiama Smoking?

Il nome italiano richiama l’uso originario della giacca, indossata nelle sale per fumatori per evitare che il frac assorbisse l’odore di sigari e tabacco. In inglese britannico è più comune il termine dinner jacket.

Qual è la differenza tra Smoking e frac?

Lo Smoking è il completo da black tie, con giacca corta e papillon nero. Il frac appartiene al white tie, ha code posteriori, panciotto bianco e papillon bianco, ed è più formale.

Si può indossare lo Smoking a un matrimonio?

Sì, se il matrimonio si svolge di sera e gli sposi indicano black tie o un livello di formalità equivalente. Per una cerimonia di giorno è normalmente più adatto un abito scuro tradizionale.

Le sneakers sono adatte con lo Smoking?

Nel codice classico no. Le sneakers possono comparire in contesti creativi o editoriali, ma per una serata black tie servono scarpe nere eleganti, preferibilmente Oxford lucide o pump tradizionali.