{"id":94,"date":"2026-07-03T14:43:44","date_gmt":"2026-07-03T14:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/"},"modified":"2026-07-03T18:26:12","modified_gmt":"2026-07-03T18:26:12","slug":"colonnine-ricarica-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/","title":{"rendered":"Colonnine di ricarica in Italia: mappa e tariffe"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>In Italia sono attivi oltre <strong>73.000 punti di ricarica<\/strong> pubblici per veicoli elettrici, con una forte concentrazione nel Nord.<\/li><li>Le principali <strong>mappe colonnine<\/strong> combinano dati ufficiali (PUN, Motus-E) e servizi privati come Google Maps, Enel X Way e app dedicate.<\/li><li>Le <strong>tariffe ricarica<\/strong> variano da circa <strong>0,30 \u20ac\/kWh<\/strong> in AC lenta domestica a oltre <strong>0,85 \u20ac\/kWh<\/strong> sulle ultra-fast in autostrada.<\/li><li>Circa l\u2019<strong>85% dei punti di ricarica<\/strong> \u00e8 in corrente alternata (AC), il resto in corrente continua (DC) veloce o ultra-rapida.<\/li><li>La copertura \u00e8 in crescita: il <strong>96% del territorio<\/strong> ha almeno una stazione di ricarica entro 10 km, ma il Sud resta meno servito.<\/li><li>Per usare al meglio le colonnine di ricarica serve combinare <strong>pianificazione del percorso<\/strong>, scelta della potenza giusta e attenzione alle app di pagamento.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_85 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/#Mappa_delle_colonnine_di_ricarica_in_Italia_dove_sono_davvero_i_punti_di_ricarica\" >Mappa delle colonnine di ricarica in Italia: dove sono davvero i punti di ricarica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/#Tipologie_di_colonnine_di_ricarica_AC_DC_e_potenze_a_confronto\" >Tipologie di colonnine di ricarica: AC, DC e potenze a confronto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/#Tariffe_di_ricarica_in_Italia_quanto_costa_davvero_ricaricare_unauto_elettrica\" >Tariffe di ricarica in Italia: quanto costa davvero ricaricare un\u2019auto elettrica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/#Come_usare_al_meglio_le_mappe_delle_colonnine_e_pianificare_la_ricarica\" >Come usare al meglio le mappe delle colonnine e pianificare la ricarica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/colonnine-ricarica-italia\/#Operatori_interoperabilita_e_app_come_orientarsi_tra_carte_RFID_e_pagamenti\" >Operatori, interoperabilit\u00e0 e app: come orientarsi tra carte, RFID e pagamenti<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mappa_delle_colonnine_di_ricarica_in_Italia_dove_sono_davvero_i_punti_di_ricarica\"><\/span>Mappa delle colonnine di ricarica in Italia: dove sono davvero i punti di ricarica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi guida un\u2019auto elettrica in Italia oggi non vive pi\u00f9 nel deserto delle colonnine di ricarica di qualche anno fa. Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, i <strong>punti di ricarica installati<\/strong> superano quota <strong>73.000 attivi<\/strong>, a fronte di oltre <strong>380.000 veicoli elettrici<\/strong> circolanti a inizio 2026. In media ci sono quindi circa <strong>19 punti di ricarica pubblici ogni 100 auto elettriche<\/strong>, un rapporto che rende possibile viaggiare ma che richiede ancora un minimo di organizzazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione per\u00f2 non \u00e8 omogenea. Circa il <strong>59% delle infrastrutture<\/strong> si concentra nel Nord Italia, il 19% al Centro e solo il 22% nel Sud e nelle Isole. La <strong>Lombardia<\/strong> da sola conta oltre <strong>15.800 punti di ricarica<\/strong>, pari a circa il 22% del totale nazionale, mentre regioni come la Basilicata restano molto pi\u00f9 scarne. Questo significa che per chi si muove tra Milano, Torino, Bologna o Venezia la ricerca di stazioni di ricarica \u00e8 quasi banale, mentre chi percorre strade interne in Calabria o Sardegna deve ancora pianificare con pi\u00f9 attenzione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello provinciale spiccano <strong>Milano<\/strong> con circa <strong>6.200 punti di ricarica<\/strong> e <strong>Roma<\/strong> con circa <strong>5.500 punti<\/strong>. Nella top 10 compaiono anche province non metropolitane come Brescia, Bolzano, Varese e Trento, segno che la spinta viene anche da aree turistiche o industriali. Le grandi citt\u00e0, che ospitano circa il 14% della popolazione italiana, concentrano il 21% dei punti di ricarica, con valori pro capite particolarmente alti a Napoli, Milano, Roma e Genova.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando alla <strong>copertura territoriale<\/strong>, circa il 71% del territorio nazionale ha almeno una stazione entro 5 km, mentre il 96% \u00e8 coperto entro 10 km, in crescita rispetto al 94% dell\u2019anno precedente. Circa il 30% del territorio ha pi\u00f9 di 10 punti di ricarica entro 5 km, e oltre il 28% supera i 50 punti entro 10 km. Questi numeri fotografano una rete in espansione, che riduce poco alla volta l\u2019ansia da autonomia di chi valuta il passaggio ai veicoli elettrici.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rete autostradale merita un capitolo a parte. Nelle <strong>aree di servizio in autostrada<\/strong> sono operativi circa <strong>1.374 punti di ricarica<\/strong> ad uso pubblico, pari a circa <strong>55 punti ogni 100 km di autostrada<\/strong>. Se si considerano anche le colonnine situate entro 3 km dalle uscite, il numero sale a circa <strong>4.170 punti di ricarica<\/strong>. Per chi viaggia da Nord a Sud, oggi \u00e8 realistico pianificare un viaggio elettrico lungo la dorsale autostradale, anche se permangono \u201cbuchi\u201d in alcune zone del Centro-Sud.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro a questi numeri c\u2019\u00e8 una rete fatta di stazioni di ricarica in contesti diversi. Circa il <strong>61,7% dei punti di ricarica<\/strong> si trova su suolo pubblico (strade, parcheggi comunali), mentre un altro <strong>30%<\/strong> \u00e8 ospitato presso <strong>strutture commerciali<\/strong> come supermercati, centri commerciali e catene di ristorazione. Solo il 2,3% \u00e8 integrato nelle tradizionali stazioni di rifornimento carburanti, mentre le aree di servizio autostradali pesano per circa l\u20191,3%. Il resto si distribuisce tra nodi di interscambio, alberghi, parcheggi aziendali e aree riservate.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un elemento spesso sottovalutato \u00e8 la differenza tra <strong>infrastrutture installate<\/strong> e realmente utilizzabili. Dei circa 78.000 punti di ricarica installati complessivi, circa il 14,9% risulta non ancora attivo perch\u00e9 in attesa di connessione alla rete o di collaudi. Questo significa che, quando consulti una mappa colonnine, la disponibilit\u00e0 in tempo reale \u00e8 un\u2019informazione preziosa: un pallino sulla mappa non basta, servono dati aggiornati sullo stato operativo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro generale dice che la <strong>ricarica veicoli elettrici<\/strong> in Italia sta uscendo dalla fase pionieristica. Chi si muove soprattutto in aree urbane e nel Nord pu\u00f2 contare su una rete capillare, mentre chi vive in regioni meno servite deve combinare infrastruttura pubblica, ricarica domestica e eventualmente una wallbox in condominio. Il passaggio da nicchia a mobilit\u00e0 di massa dipender\u00e0 anche da quanto rapidamente queste macchie bianche sulla mappa verranno riempite.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">PUN, Google Maps e app dedicate: quali mappe usare per trovare le colonnine<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per orientarsi tra migliaia di colonnine di ricarica non basta sapere che esistono, serve un sistema che le renda visibili e filtrabili. In Italia il riferimento istituzionale \u00e8 la <strong>Piattaforma Unica Nazionale per la ricarica dei veicoli elettrici (PUN)<\/strong>, che raccoglie i dati ufficiali dei punti di ricarica e li espone su una mappa consultabile online. Da qui puoi vedere i PdR su mappa o in elenco e, tramite gli strumenti di ricerca, filtrare per area, operatore e caratteristiche tecniche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto alla PUN, che ha il vantaggio della completezza e della valenza ufficiale, nella pratica quotidiana molti automobilisti usano <strong>Google Maps<\/strong>. Basta digitare \u201ccolonnine elettriche\u201d o \u201cstazioni di ricarica EV\u201d nel campo di ricerca dell\u2019app per ottenere l\u2019elenco dei punti di ricarica nelle vicinanze, con informazioni su <strong>tipologia di presa, potenza, orari di apertura<\/strong> e nome dell\u2019operatore. Gli utenti possono anche lasciare recensioni e foto, rendendo visibili eventuali problemi di accesso o di malfunzionamento.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro strumento diffuso \u00e8 la mappa di <strong>Enel X Way<\/strong>, disponibile sul sito e nell\u2019app JuicePass, che mostra le colonnine Enel in Italia e in Europa, spesso integrando anche punti di ricarica di operatori partner. Per chi guida spesso in autostrada, le mappe dei network come Ionity, Free To X o Octopus Electroverse offrono una panoramica mirata sui tratti pi\u00f9 frequentati, con focus su colonnine DC ad alta potenza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <strong>app specializzate<\/strong> come Nextcharge, ABRP (A Better Routeplanner), ChargePoint o Plugsurfing aggiungono un livello di intelligenza in pi\u00f9. Non si limitano a mostrarti la mappa colonnine, ma calcolano il percorso in base all\u2019autonomia del tuo veicolo, alla topografia, alla velocit\u00e0 di ricarica e alle tariffe ricarica applicate lungo il tragitto. In questo modo non pianifichi pi\u00f9 \u201ca chilometri\u201d, ma \u201ca kWh\u201d e minuti di ricarica.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"APPlicazioni RICARICA AUTO e tariffe luce consigliate per auto elettrica | GENNAIO 2026\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hRyWEACf9Pg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tipologie_di_colonnine_di_ricarica_AC_DC_e_potenze_a_confronto\"><\/span>Tipologie di colonnine di ricarica: AC, DC e potenze a confronto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1536\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/mappa-colonnine-ricarica-italia-navigazione-smartphone.jpg\" alt=\"Smartphone avec carte d itin\u00e9raire de bornes de recharge \u00e9lectriques pos\u00e9 sur tableau de bord\" class=\"wp-image-120\" srcset=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/mappa-colonnine-ricarica-italia-navigazione-smartphone.jpg 1536w, https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/mappa-colonnine-ricarica-italia-navigazione-smartphone-300x200.jpg 300w, https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/mappa-colonnine-ricarica-italia-navigazione-smartphone-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/mappa-colonnine-ricarica-italia-navigazione-smartphone-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><\/figure>\n\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro ogni puntino sulla mappa si nasconde una differenza sostanziale: non tutte le colonnine di ricarica sono uguali per tecnologia, potenza e tempi di sosta. In Italia circa l\u2019<strong>85% dei punti di ricarica<\/strong> funziona in <strong>corrente alternata (AC)<\/strong>, mentre il restante 15% circa \u00e8 in <strong>corrente continua (DC)<\/strong>, cio\u00e8 le colonnine veloci e ultra-rapide. Capire questa distinzione evita delusioni al momento di collegare l\u2019auto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le colonnine AC coprono potenze da 3,7 kW a 22 kW, con alcuni casi fino a 43 kW in trifase. I dati nazionali indicano che circa l\u2019<strong>8,5% dei punti<\/strong> \u00e8 a ricarica lenta (\u2264 7 kW), mentre il <strong>74,8%<\/strong> rientra nella fascia di <strong>ricarica accelerata in AC<\/strong> (da oltre 7 kW fino a 43 kW). Nella pratica urbana si tratta spesso di stalli da 11 o 22 kW, ideali per lasciare l\u2019auto parcheggiata per un paio d\u2019ore durante la spesa o il lavoro.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>ricarica DC<\/strong> entra in gioco quando il tempo diventa il vincolo principale. Solo lo <strong>0,85% dei punti<\/strong> \u00e8 a ricarica lenta DC (fino a 50 kW), mentre il grosso della capacit\u00e0 si concentra tra i 51 e i 150 kW (circa <strong>9,0% dei punti<\/strong>) e nella fascia alta tra 150 e 350 kW (circa <strong>4,5%<\/strong>). Una piccola quota, circa lo <strong>0,5%<\/strong>, supera addirittura i 350 kW, pensata per le ultime generazioni di veicoli ad alta tensione di batteria.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si passa dai numeri ai tempi, un esempio concreto aiuta. Con una colonnina AC da <strong>11 kW<\/strong>, un\u2019auto con batteria da <strong>60 kWh<\/strong> passa dal 20% all\u201980% in circa 3\u20134 ore, dipendendo dall\u2019efficienza del caricatore di bordo. Su una colonnina DC da <strong>150 kW<\/strong>, lo stesso intervallo di carica pu\u00f2 richiedere anche solo 25\u201335 minuti, se l\u2019auto supporta quella potenza. Le ultra-fast da <strong>300 kW<\/strong> e oltre riducono ulteriormente il tempo, ma solo per modelli in grado di gestire tensioni e correnti elevate.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disponibilit\u00e0 di potenza varia molto da regione a regione. I dati al 31 dicembre 2025 mostrano, ad esempio, che in <strong>Lombardia<\/strong> sono installati circa <strong>11.337 punti AC<\/strong> e <strong>4.499 DC<\/strong> (con rispettivamente 10.033 e 3.754 attivi), mentre in una regione piccola come la <strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong> si contano 665 AC installati e 170 DC, con numeri attivi leggermente inferiori. Regioni come il <strong>Trentino-Alto Adige<\/strong>, pur piccole, vantano un rapporto elevato di colonnine DC attive, trainato anche dal turismo montano e dal traffico di transito.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta tra AC e DC non \u00e8 solo questione di velocit\u00e0, ma anche di <strong>costo di ricarica<\/strong> e di stress sulla batteria. Le ricariche lente e frequenti in AC, soprattutto tra il 20% e l\u201980% di stato di carica, sono tendenzialmente pi\u00f9 \u201cgentili\u201d con gli accumulatori nel lungo periodo. Le fast DC sono perfette per coprire lunghe distanze, ma non hanno senso per chi potrebbe ricaricare comodamente di notte a casa o in ufficio spendendo meno e riducendo la temperatura media della batteria.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Riepilogo regionale AC\/DC: dove si concentra la potenza di ricarica<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire come si distribuisce la potenza reale delle stazioni di ricarica, conviene guardare i dati regionali, che mostrano differenze nette tra Nord e Sud. La tabella seguente riassume alcuni valori chiave, in termini di punti <strong>AC e DC installati e attivi<\/strong> in alcune regioni e sul totale Italia (dati al 31\/12\/2025):<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Regione \/ Totale<\/th>\n<th>Punti AC installati<\/th>\n<th>Punti AC attivi<\/th>\n<th>Punti DC installati<\/th>\n<th>Punti DC attivi<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Lombardia<\/td>\n<td>11.337<\/td>\n<td>10.033<\/td>\n<td>4.499<\/td>\n<td>3.754<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Piemonte<\/td>\n<td>5.517<\/td>\n<td>5.230<\/td>\n<td>1.464<\/td>\n<td>1.218<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Lazio<\/td>\n<td>4.789<\/td>\n<td>4.320<\/td>\n<td>2.186<\/td>\n<td>1.468<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Emilia-Romagna<\/td>\n<td>4.230<\/td>\n<td>3.999<\/td>\n<td>1.697<\/td>\n<td>1.258<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Campania<\/td>\n<td>3.593<\/td>\n<td>2.278<\/td>\n<td>1.376<\/td>\n<td>506<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sicilia<\/td>\n<td>2.620<\/td>\n<td>2.500<\/td>\n<td>943<\/td>\n<td>615<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Totale Italia<\/td>\n<td>53.621<\/td>\n<td>47.657<\/td>\n<td>19.427<\/td>\n<td>14.489<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi dati confermano che le regioni del Nord, in particolare Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, guidano lo sviluppo anche nella <strong>ricarica DC<\/strong>, quella che permette realmente di viaggiare veloci. Al Sud le installazioni crescono, ma la quota di punti attivi resta pi\u00f9 bassa, spesso per ritardi nelle connessioni alla rete o nelle autorizzazioni. Per chi pianifica viaggi di lunga percorrenza, una sosta in pi\u00f9 nel Centro-Sud \u00e8 ancora una prudenza ragionevole.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Come funzionano le colonnine di ricarica auto elettriche: costi 2026\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bPtUKOVvP-8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tariffe_di_ricarica_in_Italia_quanto_costa_davvero_ricaricare_unauto_elettrica\"><\/span>Tariffe di ricarica in Italia: quanto costa davvero ricaricare un\u2019auto elettrica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di colonnine di ricarica, la domanda pi\u00f9 ricorrente riguarda il portafoglio: quanto costa fare il pieno di energia elettrica rispetto alla benzina? La risposta dipende da dove ricarichi, con che potenza e con quale operatore. In Italia oggi convivono tre grandi scenari: <strong>ricarica domestica<\/strong>, ricarica pubblica AC e ricarica pubblica DC veloce\/ultra-fast.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo da casa, una fornitura di energia elettrica nel mercato libero per uso domestico a fine 2025 si colloca spesso tra <strong>0,25 e 0,35 \u20ac\/kWh<\/strong> tutto incluso, a seconda dei contratti e delle fasce orarie (dati ARERA e offerte di mercato). Ricaricare un\u2019auto con batteria da 60 kWh da 10% a 90% richiede circa 48 kWh; con una tariffa di <strong>0,30 \u20ac\/kWh<\/strong> la spesa \u00e8 intorno ai <strong>14\u201315 euro<\/strong>. Su un consumo medio di 16\u201318 kWh\/100 km, il costo chilometrico resta nell\u2019ordine di <strong>4,8\u20135,4 \u20ac\/100 km<\/strong>, molto inferiore a un\u2019auto benzina che pu\u00f2 superare facilmente i 10\u201312 \u20ac\/100 km.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricarica pubblica AC, tipicamente tra 11 e 22 kW, applica tariffe pi\u00f9 alte per coprire infrastruttura, manutenzione e servizi digitali. Molti operatori si collocano tra <strong>0,45 e 0,65 \u20ac\/kWh<\/strong> per la ricarica a consumo, con offerte pi\u00f9 vantaggiose tramite abbonamenti o pacchetti di kWh. Usando lo stesso esempio di prima, una ricarica di 48 kWh a <strong>0,55 \u20ac\/kWh<\/strong> costa circa <strong>26 euro<\/strong>, cio\u00e8 8\u20139 \u20ac\/100 km, ancora competitiva rispetto a un termico, ma con un margine pi\u00f9 ridotto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulle colonnine DC fast e ultra-fast, soprattutto lungo le autostrade, i prezzi salgono. Non \u00e8 raro vedere valori tra <strong>0,70 e 0,85 \u20ac\/kWh<\/strong>, con picchi oltre gli 0,90 \u20ac\/kWh sui circuiti pi\u00f9 premium o in determinate fasce orarie. In questo scenario, la stessa ricarica da 48 kWh pu\u00f2 raggiungere <strong>38\u201340 euro<\/strong>, portando il costo d\u2019uso a <strong>12\u201314 \u20ac\/100 km<\/strong>. Qui la convenienza rispetto a un\u2019auto a gasolio ben efficiente si gioca pi\u00f9 sulla manutenzione ridotta e sui benefici ambientali che sulla spesa immediata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alla tariffa al kWh, conviene prestare attenzione a eventuali <strong>costi al minuto<\/strong> o di \u201coverstay\u201d, cio\u00e8 la tariffa che scatta quando l\u2019auto resta collegata a ricarica terminata. Alcuni operatori applicano, ad esempio, <strong>0,10\u20130,20 \u20ac\/minuto<\/strong> dopo un certo tempo di sosta, per scoraggiare chi usa gli stalli come parcheggio gratuito. Se dimentichi l\u2019auto collegata per un\u2019ora dopo la fine della carica, puoi aggiungere facilmente 6\u201310 euro al conto finale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli <strong>abbonamenti<\/strong> cambiano sensibilmente le carte in tavola. Con un canone mensile, spesso tra 10 e 30 euro, ottieni un pacchetto di kWh a prezzo scontato, per esempio 100 kWh a 0,40 \u20ac\/kWh invece che 0,60 \u20ac\/kWh. Questo ha senso solo se percorri una certa percorrenza mensile e usi spesso le stazioni di ricarica dello stesso operatore o di una rete interoperabile. In caso contrario rischi di pagare un fisso che non ammortizzi.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come stimare la spesa di ricarica per i tuoi viaggi<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per valutare quanto ti coster\u00e0 la mobilit\u00e0 elettrica, conviene farlo con due numeri: <strong>\u20ac\/kWh medi<\/strong> che paghi nell\u2019anno e <strong>kWh\/100 km<\/strong> reali che consuma la tua auto. Un\u2019utilitaria elettrica in citt\u00e0 pu\u00f2 attestarsi sui 14\u201315 kWh\/100 km, mentre un SUV medio a velocit\u00e0 autostradale pu\u00f2 salire a 20\u201322 kWh\/100 km. Molte app di pianificazione, come ABRP, consentono di simulare il consumo stimato e la spesa lungo un percorso specifico, differenziando tra ricarica veloce e ricarica lenta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esercizio utile \u00e8 prendersi un viaggio tipico, ad esempio un <strong>Roma\u2013Milano<\/strong> di circa 580 km, e simulare due scenari: uno basato su una sola ricarica fast in autostrada e uno che combina una ricarica AC pi\u00f9 economica in una citt\u00e0 intermedia. Nel primo caso potresti spendere 35\u201340 euro di ricarica sulla colonnina ultra-fast; nel secondo puoi ridurre la spesa a 20\u201325 euro, al prezzo di una sosta pi\u00f9 lunga e leggermente fuori dal casello. Qui entra in gioco la tua tolleranza a tempi e deviazioni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando consulti una mappa colonnine, controlla se mostra anche le <strong>tariffe ricarica aggiornate<\/strong> e se integra i tuoi piani tariffari. Alcune piattaforme come Electroverse o certi eMSP permettono di vedere direttamente il prezzo netto che pagherai con il tuo badge o la tua app, evitando sorprese alla fine della sessione. In un contesto in cui la rete cresce ma anche i prezzi possono cambiare rapidamente, avere chiarezza sui costi in anticipo fa la differenza tra un viaggio sereno e uno pieno di imprevisti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine, la convenienza economica dei veicoli elettrici in Italia non si gioca solo sulla tecnologia, ma sulla tua capacit\u00e0 di sfruttare le ricariche lente a basso costo e limitare le fast alle situazioni in cui servono davvero. Un mix ragionato tra wallbox domestica, AC pubblica e DC in autostrada permette di tenere il costo medio sotto controllo senza rinunciare alla flessibilit\u00e0.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_usare_al_meglio_le_mappe_delle_colonnine_e_pianificare_la_ricarica\"><\/span>Come usare al meglio le mappe delle colonnine e pianificare la ricarica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una buona mappa colonnine non serve a nulla se viene consultata all\u2019ultimo minuto, magari quando la batteria \u00e8 al 5% e il traffico \u00e8 bloccato. La gestione della ricarica veicoli elettrici \u00e8 tanto una questione di strumenti quanto di abitudini. Con qualche accortezza si pu\u00f2 trasformare la ricarica da fonte di ansia in una routine quasi invisibile nella vita quotidiana.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo passo \u00e8 <strong>conoscere l\u2019autonomia reale<\/strong> della propria auto nei percorsi abituali. Non quella dichiarata in omologazione, ma quella che vedi sul trip dopo qualche settimana di uso. Se sai che la tua vettura in autostrada a 130 km\/h consuma 20 kWh\/100 km e ha 60 kWh di batteria utile, sai anche che la distanza confortevole tra una sosta e l\u2019altra \u00e8 intorno ai 250\u2013280 km, non i 400 promessi in cicli ideali. Su questa base puoi impostare il raggio di ricerca delle stazioni di ricarica sulle app.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le app pi\u00f9 evolute permettono di impostare un <strong>livello minimo di arrivo<\/strong> alla colonnina, per esempio 10\u201315% di batteria residua, e calcolano il percorso tenendone conto. Vale la pena usare questa funzione, perch\u00e9 ti evita di arrivare agli stalli con margini troppo risicati, soprattutto in zone dove la densit\u00e0 di punti di ricarica \u00e8 bassa. In regioni poco coperte, alzare il margine di sicurezza al 20% \u00e8 un compromesso saggio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto chiave \u00e8 la <strong>verifica dello stato di funzionamento<\/strong> della colonnina. Molte mappe, grazie alle API degli operatori, mostrano se il punto \u00e8 libero, occupato o in manutenzione. Prima di impostare il navigatore, controlla sempre questo dato e, se possibile, dai un\u2019occhiata alle recensioni pi\u00f9 recenti. Se pi\u00f9 utenti segnalano problemi di connessione o lettura delle card, meglio avere un piano B a pochi chilometri di distanza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pianificazione cambia anche in base al tipo di viaggio. In citt\u00e0, dove ti muovi su tragitti brevi e ripetitivi, ha senso combinare una ricarica domestica notturna con qualche \u201ctop-up\u201d in AC durante la giornata, sfruttando parcheggi aziendali o stalli pubblici vicino a luoghi che frequenti. In viaggio extraurbano o autostradale, invece, conviene puntare a colonnine DC &gt; 100 kW in prossimit\u00e0 di servizi utili, cos\u00ec il tempo di ricarica coincide con la pausa fisiologica.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Checklist pratica per scegliere la colonnina giusta<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per non perderti tra icone e sigle, pu\u00f2 aiutare una piccola checklist mentale ogni volta che consulti una mappa colonnine:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Verifica il <strong>tipo di connettore<\/strong> disponibile (CCS Combo 2, CHAdeMO, Type 2 AC) e confrontalo con la presa del tuo veicolo.<\/li><li>Controlla la <strong>potenza massima<\/strong> della colonnina e confrontala con la potenza massima di ricarica supportata dalla tua auto, sia in AC sia in DC.<\/li><li>Osserva lo <strong>stato in tempo reale<\/strong> (libera, occupata, fuori servizio) e la disponibilit\u00e0 di pi\u00f9 stalli nella stessa stazione.<\/li><li>Valuta il <strong>costo della ricarica<\/strong> (\u20ac\/kWh e eventuali costi al minuto) tramite l\u2019app dell\u2019operatore o dell\u2019eMSP che usi.<\/li><li>Considera i <strong>servizi nelle vicinanze<\/strong> (bagni, bar, area giochi, Wi-Fi) in funzione del tempo di sosta previsto.<\/li><li>Leggi le <strong>recensioni recenti<\/strong> per capire se ci sono problemi di accesso, segnaletica carente o stalli spesso occupati da veicoli non elettrici.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo questi passaggi, ogni ricarica diventa un\u2019operazione prevedibile: sai in anticipo dove ti fermerai, quanto resterai collegato e quanto spenderai. In un contesto di mobilit\u00e0 sostenibile che cresce per numeri ma anche per complessit\u00e0 di offerte e operatori, il controllo passa dalla tecnologia, ma anche dalle tue scelte informate.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Operatori_interoperabilita_e_app_come_orientarsi_tra_carte_RFID_e_pagamenti\"><\/span>Operatori, interoperabilit\u00e0 e app: come orientarsi tra carte, RFID e pagamenti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mosaico delle colonnine di ricarica in Italia \u00e8 composto da tanti tasselli: <strong>CPO<\/strong> (Charge Point Operator) che gestiscono fisicamente gli impianti e <strong>eMSP<\/strong> (e-Mobility Service Provider) che offrono app, carte e abbonamenti con cui accedi a pi\u00f9 reti. Capire come funzionano questi attori evita di ritrovarsi davanti a una colonnina senza poterla attivare per mancanza della card giusta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato vede alcuni protagonisti principali. <strong>Enel X Way<\/strong> gestisce circa il 35% delle colonnine installate in Italia, posizionandosi come operatore di riferimento nella ricarica AC urbana e periurbana. <strong>Ionity<\/strong>, partecipata da diversi costruttori automobilistici, presidia la ricarica ultra-fast sulle direttrici autostradali, con potenze fino a 350 kW e oltre. Accanto a questi, una costellazione di operatori come Be Charge, Free To X, Duferco, A2A e molti altri copre nicchie geografiche e segmenti di clientela diversi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei progressi pi\u00f9 rilevanti degli ultimi anni \u00e8 l\u2019aumento dell\u2019<strong>interoperabilit\u00e0<\/strong>. Oggi circa il <strong>91,5% dei punti di ricarica attivi<\/strong> \u00e8 interoperabile, cio\u00e8 utilizzabile tramite pi\u00f9 app e card diverse grazie ad accordi tra operatori. Questo significa che, con una sola tessera RFID o un\u2019unica app, puoi accedere a reti differenti senza dover stipulare un contratto dedicato con ogni singolo CPO.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente crescono le modalit\u00e0 di pagamento pay-per-use senza contratti. La quota di punti che supportano <strong>pagamento elettronico diretto<\/strong> (POS integrato, carta contactless) \u00e8 intorno al <strong>3,5%<\/strong>, mentre la funzione <strong>Plug&amp;Charge<\/strong>, che riconosce automaticamente il veicolo collegato senza bisogno di app o card, copre circa il <strong>3,4%<\/strong> dei punti, con un aumento di oltre il 40% rispetto all\u2019anno precedente. Queste percentuali sono ancora minoritarie ma in rapida crescita, spinte dalle norme europee che favoriscono l\u2019accesso semplice alla ricarica pubblica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista pratico, chi guida un veicolo elettrico finisce spesso per usare una combinazione di strumenti. Un\u2019app principale, che funge da \u201chub\u201d per la maggior parte delle ricariche e permette una vista unificata su consumi, costi e fatture, e una o due app di backup per casi specifici (viaggi all\u2019estero, colonnine ultra-fast di un network particolare, promozioni temporanee). La scelta dell\u2019eMSP principale dovrebbe tenere conto non solo delle tariffe, ma anche della copertura reale sulle tratte che percorri pi\u00f9 spesso.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le app pi\u00f9 utili per gestire ricariche, costi e mappe<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le tante app disponibili, alcune si sono consolidate come strumenti quasi indispensabili per chi vive la mobilit\u00e0 elettrica a 360 gradi. Senza trasformare il telefono in un cassetto di badge digitali, conviene concentrarsi su poche soluzioni ben integrate:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Enel X Way (JuicePass)<\/strong>, utile per la fitta rete AC e molte DC in Italia e in Europa, con mappa colonnine, prenotazione di alcuni stalli e pacchetti di kWh.<\/li><li><strong>Ionity<\/strong>, dedicata ai corridoi autostradali ad alta potenza, con informazioni aggiornate su occupazione e tariffe ultra-fast.<\/li><li><strong>Nextcharge<\/strong> e <strong>Plugsurfing<\/strong>, che combinano rete estesa e funzioni di navigazione base verso i punti di ricarica pi\u00f9 vicini.<\/li><li><strong>ABRP (A Better Routeplanner)<\/strong>, un vero pianificatore di viaggi che integra modello dell\u2019auto, stile di guida, condizioni meteo e altimetria per stimare con precisione i consumi.<\/li><li><strong>Google Maps<\/strong> con le funzioni EV, utile come strumento universale quando vuoi unire indicazioni stradali, recensioni e mappa stazioni di ricarica.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte di queste app consentono di pagare direttamente la sessione di ricarica, vedere lo storico delle ricariche, ricevere notifiche sullo stato di carica e aderire a programmi fedelt\u00e0. La chiave \u00e8 usarle non solo come \u201cradar\u201d di emergenza, ma come alleate quotidiane per ottimizzare tempi e costi di spostamento. In un contesto in cui le <strong>colonnine di ricarica<\/strong> si moltiplicano, ma non sempre le tariffe sono trasparenti a colpo d\u2019occhio, il controllo passa dal monitoraggio che fai sul tuo smartphone.<\/p>\n\n<h3>Come posso trovare le colonnine di ricarica pi\u00f9 vicine in Italia?<\/h3>\n<p>Per individuare rapidamente i punti di ricarica puoi usare la Piattaforma Unica Nazionale (PUN), Google Maps digitando &lsquo;colonnine elettriche&rsquo; o &lsquo;stazioni di ricarica EV&rsquo;, oppure app dedicate come Enel X Way, Nextcharge, Plugsurfing o ABRP. Questi strumenti mostrano posizione, potenza disponibile, tipo di connettore e, spesso, lo stato di occupazione in tempo reale.<\/p>\n<h3>Quanto costa mediamente ricaricare un\u2019auto elettrica alle colonnine pubbliche?<\/h3>\n<p>In Italia la ricarica AC pubblica costa in genere tra 0,45 e 0,65 \u20ac\/kWh, mentre sulle colonnine DC fast e ultra-fast lungo le autostrade i prezzi vanno spesso da 0,70 a 0,85 \u20ac\/kWh. Con una vettura che consuma 17\u201318 kWh\/100 km questo si traduce in circa 8\u201314 euro ogni 100 km, a seconda del tipo di ricarica che usi.<\/p>\n<h3>Le colonnine di ricarica in Italia sono sufficienti per viaggiare in autostrada?<\/h3>\n<p>La rete autostradale italiana dispone di circa 1.374 punti di ricarica nelle aree di servizio, pari a circa 55 punti ogni 100 km. Se si considerano anche le colonnine entro 3 km dalle uscite, i punti disponibili salgono a oltre 4.000. Per i principali corridoi Nord\u2013Sud oggi \u00e8 possibile viaggiare elettrico, anche se alcune tratte del Centro-Sud richiedono ancora maggiore pianificazione.<\/p>\n<h3>Meglio ricaricare in AC lenta o in DC veloce?<\/h3>\n<p>La ricarica AC lenta o accelerata \u00e8 generalmente pi\u00f9 economica e delicata per la batteria, ideale per casa, ufficio e soste lunghe. La DC veloce serve quando hai bisogno di ripartire rapidamente, in particolare in autostrada. Un uso equilibrato delle due soluzioni permette di mantenere bassi i costi e di preservare la batteria nel lungo periodo.<\/p>\n<h3>Serve avere pi\u00f9 di un\u2019app o una tessera per ricaricare?<\/h3>\n<p>Grazie all\u2019interoperabilit\u00e0, oltre il 90% dei punti di ricarica pubblici \u00e8 attivabile con pi\u00f9 app o card. In pratica basta scegliere un operatore principale come eMSP e avere una o due soluzioni di backup per coprire reti specifiche o viaggi all\u2019estero. Avere troppe app rischia di complicare la gestione dei costi senza offrire vantaggi reali.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Mappa delle colonnine di ricarica in Italia: dove sono davvero i punti di ricarica Chi guida un\u2019auto elettrica in Italia oggi non vive pi\u00f9 nel deserto delle colonnine di ricarica di qualche anno fa. Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, i punti di ricarica installati superano quota 73.000 attivi, a fronte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":118,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-94","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mobilita-elettrica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=94"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":121,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/94\/revisions\/121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/118"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=94"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=94"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=94"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}