{"id":617,"date":"2026-09-19T21:17:01","date_gmt":"2026-09-19T21:17:01","guid":{"rendered":"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/"},"modified":"2026-09-19T21:17:01","modified_gmt":"2026-09-19T21:17:01","slug":"tipi-strordinari-arcobaleni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/","title":{"rendered":"Scopri i 12 straordinari tipi di arcobaleni che incantano il cielo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Gli arcobaleni non sono tutti uguali: una classificazione cromatica proposta da ricercatori del National Centre for Meteorological Research di Tolosa distingue <strong>12 configurazioni di colori<\/strong>.<\/li><li>Le gocce di pioggia contano, ma conta anche la quota del Sole: al tramonto la luce attraversa pi\u00f9 atmosfera e gli archi possono apparire rossi, arancioni o privi delle tonalit\u00e0 fredde.<\/li><li>Per osservare un arco netto serve il Sole alle spalle, pioggia davanti e un\u2019altezza solare inferiore a circa 42 gradi.<\/li><li>Gli archi secondari, lunari, di nebbia e soprannumerari non appartengono tutti alla stessa classificazione cromatica, ma mostrano quanto la natura possa modificare lo spettro visibile.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/#Come_nascono_gli_arcobaleni_e_perche_i_colori_cambiano_nel_cielo\" >Come nascono gli arcobaleni e perch\u00e9 i colori cambiano nel cielo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/#I_12_tipi_di_arcobaleni_secondo_la_classificazione_dei_colori\" >I 12 tipi di arcobaleni secondo la classificazione dei colori<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/#Arcobaleno_primario_doppio_e_soprannumerario_fenomeni_diversi_nel_cielo\" >Arcobaleno primario, doppio e soprannumerario: fenomeni diversi nel cielo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/#Arcobaleni_lunari_di_nebbia_e_rossi_quando_la_natura_riduce_o_trasforma_lo_spettro\" >Arcobaleni lunari, di nebbia e rossi: quando la natura riduce o trasforma lo spettro<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/tipi-strordinari-arcobaleni\/#Come_osservare_e_fotografare_gli_arcobaleni_in_Italia_senza_falsare_i_colori\" >Come osservare e fotografare gli arcobaleni in Italia senza falsare i colori<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_nascono_gli_arcobaleni_e_perche_i_colori_cambiano_nel_cielo\"><\/span>Come nascono gli arcobaleni e perch\u00e9 i colori cambiano nel cielo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un acquazzone estivo, il cielo pu\u00f2 schiarirsi da ovest mentre a est resta una cortina di pioggia. \u00c8 la situazione concreta in cui vale la pena voltarsi con il Sole alle spalle: il fenomeno non sta \u201cdavanti al Sole\u201d, ma dalla parte opposta. L\u2019arco visibile \u00e8 centrato nel punto antisolare, cio\u00e8 nella direzione contraria alla nostra stella.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spiegazione parte da una goccia d\u2019acqua sospesa nell\u2019atmosfera. Quando la luce del Sole entra nella goccia, rallenta e cambia direzione: questo passaggio si chiama <strong>rifrazione<\/strong>. Una parte della radiazione viene poi riflessa all\u2019interno della goccia e, uscendo, viene rifratta una seconda volta. Il risultato \u00e8 la separazione dello spettro in molte lunghezze d\u2019onda, non sette fasce rigide disposte come in un disegno scolastico.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto sono una convenzione utile per descrivere una transizione continua. L\u2019occhio umano non separa tutte le sfumature nello stesso modo, mentre una fotocamera digitale pu\u00f2 enfatizzarle in base al sensore, al bilanciamento del bianco e alla post-produzione. Un arcobaleno fotografato con contrasto aumentato pu\u00f2 quindi apparire pi\u00f9 saturo di quello osservato direttamente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La geometria impone un limite preciso. L\u2019arcobaleno primario emerge verso l\u2019osservatore con un angolo vicino a <strong>42 gradi<\/strong> rispetto alla direzione opposta al Sole. Se il Sole sale oltre quella quota, la parte principale dell\u2019arco finisce sotto l\u2019orizzonte. Per questo gli archi completi sono favoriti dal mattino presto e dal tardo pomeriggio, soprattutto tra primavera e fine estate.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le gocce non agiscono tutte allo stesso modo<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le dimensioni delle gocce influenzano l\u2019aspetto dell\u2019arco. Gocce grandi, spesso associate a rovesci decisi, producono bande cromatiche pi\u00f9 definite. Goccioline piccole, frequenti nella pioviggine o nelle nubi basse, allargano le bande e rendono l\u2019immagine meno contrastata: la luce viene diffusa con maggiore efficacia e le separazioni tra i colori diventano pi\u00f9 morbide.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non basta per\u00f2 osservare una singola goccia. Ogni occhio riceve luce da gocce diverse e costruisce il proprio arco. Due persone distanti alcuni metri guardano quindi lo stesso sistema meteorologico, ma non esattamente le stesse gocce responsabili dell\u2019immagine. L\u2019arcobaleno non \u00e8 un oggetto materiale appeso nel cielo: \u00e8 una configurazione ottica legata alla posizione di chi osserva.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 questa distinzione resta utile anche quando si analizzano immagini condivise online. Un\u2019inquadratura scattata da un balcone, da una spiaggia o da un aereo pu\u00f2 mostrare una porzione diversa del cerchio geometrico. Da terra l\u2019orizzonte copre quasi sempre la met\u00e0 inferiore; dall\u2019alto, con il Sole basso, pu\u00f2 comparire un anello molto pi\u00f9 ampio intorno all\u2019ombra dell\u2019aeromobile.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Elemento osservato<\/th>\n<th>Condizione fisica<\/th>\n<th>Effetto visibile<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Arco primario<\/td>\n<td>Una riflessione interna nella goccia<\/td>\n<td>Rosso sul margine esterno e violetto verso l\u2019interno<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Arco secondario<\/td>\n<td>Due riflessioni interne<\/td>\n<td>Colori invertiti e luminosit\u00e0 pi\u00f9 bassa<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Arco diffuso<\/td>\n<td>Goccioline minute o pioviggine<\/td>\n<td>Bande larghe, colori poco separati<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Arco rosso<\/td>\n<td>Sole molto basso e lungo percorso atmosferico<\/td>\n<td>Prevalgono rosso e arancione<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prossima volta che un fronte temporalesco si allontana, non serve cercare un punto \u201cmagico\u201d. Basta individuare il Sole, metterlo alle spalle e guardare la pioggia ancora illuminata. Questo gesto chiarisce subito perch\u00e9 la luce, le gocce e la posizione dell\u2019osservatore debbano lavorare insieme.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_12_tipi_di_arcobaleni_secondo_la_classificazione_dei_colori\"><\/span>I 12 tipi di arcobaleni secondo la classificazione dei colori<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un gruppo di scienziati atmosferici del National Centre for Meteorological Research di Tolosa ha proposto una classificazione basata sull\u2019analisi di centinaia di fotografie. Il lavoro, presentato in un incontro dell\u2019American Geophysical Union, ha evidenziato <strong>12 tipi cromatici<\/strong> di archi. Non si tratta di dodici oggetti celesti separati come pianeti o costellazioni: sono dodici modi in cui lo spettro pu\u00f2 presentarsi in condizioni atmosferiche differenti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello scolastico dei sette colori resta corretto come schema di partenza, ma \u00e8 troppo semplificato per descrivere ci\u00f2 che appare davvero in natura. La quantit\u00e0 di aerosol, lo spessore d\u2019aria attraversato dalla radiazione solare, la dimensione delle gocce e la posizione del Sole modificano la porzione di spettro che arriva all\u2019occhio. L\u2019arco pu\u00f2 mostrare tutte le tonalit\u00e0 previste oppure perdere alcune bande.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Archi completi, archi impoveriti e combinazioni insolite<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima famiglia comprende gli arcobaleni dall\u2019aspetto classico, con rosso, arancione, giallo, verde, blu e violetto riconoscibili. In fotografie ben esposte, l\u2019indaco pu\u00f2 essere difficile da separare dal blu o dal violetto: \u00e8 una difficolt\u00e0 percettiva normale, non una prova che una tonalit\u00e0 sia scomparsa. Il nome attribuito ai colori dipende anche dalla sensibilit\u00e0 dell\u2019occhio e dalla resa del dispositivo usato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un secondo gruppo contiene archi in cui manca il verde o in cui questa banda appare molto debole. Il verde occupa una parte centrale dello spettro e la sua percezione dipende dall\u2019equilibrio tra le componenti vicine. Se la luce \u00e8 filtrata dall\u2019atmosfera o la distribuzione delle gocce non favorisce certe lunghezze d\u2019onda, l\u2019arco pu\u00f2 sembrare dominato da rosso, giallo e blu.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La classificazione considera anche archi con combinazioni rosso-blu, oppure con prevalenza giallo-arancione. Questi ultimi possono comparire quando il Sole \u00e8 basso e le tonalit\u00e0 fredde vengono ridotte lungo il loro tragitto nell\u2019aria. La luce blu viene dispersa pi\u00f9 facilmente rispetto alle componenti rosse: \u00e8 lo stesso motivo per cui un tramonto limpido tende a colorarsi di arancio e rosso.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli archi rossi diffusi sono tra gli esempi pi\u00f9 spettacolari e pi\u00f9 facili da fraintendere. Non sono generati da acqua \u201crossa\u201d n\u00e9 da un particolare inquinante nell\u2019aria. Il Sole vicino all\u2019orizzonte manda raggi che attraversano una massa d\u2019atmosfera molto maggiore rispetto a quella attraversata a mezzogiorno, e l\u2019arco eredita una luce gi\u00e0 privata di buona parte delle componenti azzurre e verdi.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 dodici non significa che ogni arcobaleno rientri in una scatola rigida<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La classificazione cromatica \u00e8 un utile strumento descrittivo, non un catalogo chiuso della fisica atmosferica. Un arco reale pu\u00f2 cambiare aspetto in pochi minuti mentre il Sole scende, il rovescio si sposta o la dimensione media delle gocce muta. In una stessa sequenza fotografica possono comparire sfumature che sembrano appartenere a due categorie vicine.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale anche la pena distinguere questa ricerca dalle classificazioni basate sulla forma. Un arcobaleno doppio, un arcobaleno lunare o un arco di nebbia sono definiti dalla loro origine geometrica o dalla sorgente luminosa. Le dodici varianti discusse dai ricercatori francesi descrivono invece soprattutto la distribuzione dei colori nel primario o in archi assimilabili.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi osserva dall\u2019Italia, il periodo pi\u00f9 produttivo non coincide con una singola stagione. In primavera e autunno i fronti perturbati offrono pioggia e schiarite ravvicinate; d\u2019estate funzionano bene i temporali pomeridiani, quando il Sole scende sotto i 42 gradi. La condizione decisiva resta una cortina di gocce illuminata, non il calendario.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"TOP 15 Cieli Spettacolari\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5QNRyaE_KTk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconoscere una variante cromatica richiede prudenza. Una fotografia in formato compresso, con filtri automatici o con il cielo sovraesposto, non basta per dichiarare l\u2019assenza di un colore. L\u2019osservazione diretta, accompagnata da immagini non elaborate e dall\u2019orario dello scatto, offre dati molto pi\u00f9 affidabili.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Arcobaleno_primario_doppio_e_soprannumerario_fenomeni_diversi_nel_cielo\"><\/span>Arcobaleno primario, doppio e soprannumerario: fenomeni diversi nel cielo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019arco primario \u00e8 quello che quasi tutti riconoscono: appare pi\u00f9 luminoso, ha il rosso all\u2019esterno e il violetto all\u2019interno. La sua struttura deriva da una riflessione della luce nella goccia. Quando il rovescio \u00e8 uniforme e il Sole illumina con decisione la massa d\u2019acqua, l\u2019arco pu\u00f2 estendersi da un orizzonte all\u2019altro con una curvatura ampia e regolare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il doppio arcobaleno compare pi\u00f9 raramente, ma non richiede una fisica misteriosa. Il secondo arco nasce da due riflessioni interne nelle gocce e si trova pi\u00f9 all\u2019esterno rispetto al primario, attorno a <strong>50-53 gradi<\/strong> dalla direzione antisolare. Perde molta pi\u00f9 luce lungo il percorso, quindi appare pi\u00f9 debole e spesso scompare per primo quando il rovescio si assottiglia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi colori sono invertiti: il rosso si trova sul bordo interno dell\u2019arco secondario, mentre il violetto va verso l\u2019esterno. Tra i due archi pu\u00f2 comparire una fascia relativamente scura, nota come banda di Alessandro. \u00c8 una regione in cui arrivano meno raggi deviati secondo gli angoli necessari alla visione dei due archi; non \u00e8 una nuvola scura aggiunta al paesaggio.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le bande soprannumerarie e il limite del modello a raggi<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Talvolta, appena sotto il bordo interno dell\u2019arcobaleno principale, compaiono sottili fasce rosa, verdi o violacee. Sono gli arcobaleni soprannumerari. Non si spiegano bene trattando la luce soltanto come una serie di raggi: interviene la natura ondulatoria della radiazione, con interferenze tra onde che seguono traiettorie molto simili attraverso goccioline di dimensione abbastanza uniforme.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le bande supplementari sono pi\u00f9 probabili con gocce piccole e regolari, tipiche di una pioviggine fine. A occhio nudo possono risultare appena visibili; un binocolo non \u00e8 necessario e pu\u00f2 essere scomodo, perch\u00e9 l\u2019arco occupa una porzione enorme del campo visivo. Una fotocamera con focale grandangolare, tra 14 e 24 mm su full frame, pu\u00f2 documentarle meglio, purch\u00e9 l\u2019esposizione non bruci le zone pi\u00f9 luminose.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un errore frequente consiste nel chiamare \u201cdoppio\u201d qualunque arco pallido vicino a quello principale. Se le bande aggiuntive sono strette, ravvicinate e conservano l\u2019ordine cromatico del primario, \u00e8 pi\u00f9 probabile che siano soprannumerarie. Se il secondo arco \u00e8 largo, distante e presenta la successione dei colori invertita, allora \u00e8 un vero secondario.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019arco completo visto dall\u2019alto e l\u2019ombra dell\u2019osservatore<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un rilievo, da una torre o da un aeroplano, con il Sole basso, pu\u00f2 diventare visibile una porzione molto maggiore della circonferenza. L\u2019arcobaleno \u00e8 sempre un cerchio geometrico: da terra, il suolo nasconde la parte inferiore. Il cosiddetto \u201carco completo\u201d non \u00e8 quindi una forma rara in assoluto, ma una visuale rara per chi si trova a livello del terreno.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alcune fotografie aeree si osserva anche un alone luminoso attorno all\u2019ombra dell\u2019aereo, chiamato gloria. \u00c8 un fenomeno distinto, prodotto dalla diffusione all\u2019indietro della luce nelle minuscole goccioline delle nubi. La relazione tra questi effetti \u00e8 interessante perch\u00e9 mostra come una stessa atmosfera possa costruire figure diverse, ciascuna con la propria geometria.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi desidera approfondire questa famiglia di effetti ottici pu\u00f2 confrontare l\u2019arcobaleno con la <a href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/elisabetta-i-giallo-gloria\/\">gloria osservata tra nubi e luce solare<\/a>. La somiglianza visiva non deve ingannare: cambiano il meccanismo, la scala e la posizione rispetto all\u2019ombra dell\u2019osservatore.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una verifica sul campo, conviene annotare l\u2019ora, la direzione del Sole e il tipo di precipitazione. In meno di cinque minuti si raccolgono informazioni sufficienti per distinguere un arco primario da un secondario o da una serie soprannumeraria, senza attribuire alla fotocamera ci\u00f2 che appartiene alla fisica dell\u2019atmosfera.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Arcobaleni_lunari_di_nebbia_e_rossi_quando_la_natura_riduce_o_trasforma_lo_spettro\"><\/span>Arcobaleni lunari, di nebbia e rossi: quando la natura riduce o trasforma lo spettro<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti gli archi colorati dipendono dalla luce intensa del Sole. L\u2019arcobaleno lunare, chiamato anche moonbow, nasce con la stessa geometria generale ma usa la luce riflessa dalla Luna. Il problema pratico \u00e8 la luminosit\u00e0: la luce lunare \u00e8 molto pi\u00f9 debole, perci\u00f2 l\u2019occhio umano lavora soprattutto in visione notturna e distingue male i colori. Spesso l\u2019arco appare biancastro, mentre una fotocamera con posa di alcuni secondi ne registra le sfumature.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tentare l\u2019osservazione in Italia servono una Luna prossima alla fase piena, bassa dietro l\u2019osservatore, pioggia o spruzzi d\u2019acqua davanti e un cielo molto buio. Le cascate offrono una sorgente di gocce costante, ma la luce urbana rovina facilmente il contrasto. L\u2019evento non \u00e8 adatto a chi cerca un risultato rapido con lo smartphone: occorrono treppiede, modalit\u00e0 manuale e un luogo privo di lampioni diretti.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019arco di nebbia sembra bianco per una ragione misurabile<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019arcobaleno di nebbia si forma in goccioline minuscole, spesso con diametro inferiore a 0,1 millimetri. Sono molto pi\u00f9 piccole delle gocce tipiche di un rovescio. La diffrazione allarga le bande e le sovrappone, per cui lo spettro perde saturazione fino ad apparire bianco, grigio chiaro o appena rossastro sul bordo esterno.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo si pu\u00f2 cercare in pianura, lungo coste umide o sui valichi collinari quando il Sole \u00e8 basso e la nebbia si sta sollevando. Il requisito resta lo stesso: la sorgente luminosa deve stare dietro chi guarda. Di fronte a una nebbia illuminata dal Sole, l\u2019arco pu\u00f2 essere grande ma cos\u00ec pallido da confondersi con il paesaggio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un effetto affine \u00e8 il cloudbow, osservabile da quote elevate o dall\u2019aereo sopra strati nuvolosi. Le gocce delle nubi sono piccole e l\u2019arco tende a presentare tonalit\u00e0 diluite. Non \u00e8 corretto definirlo automaticamente un arcobaleno bianco: la qualit\u00e0 della luce, le dimensioni delle goccioline e l\u2019esposizione fotografica modificano molto il risultato.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli arcobaleni rossi al tramonto non sono un filtro fotografico<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il Sole si avvicina all\u2019orizzonte, la sua luce percorre un tratto di atmosfera maggiore. Le lunghezze d\u2019onda corte, soprattutto blu e violetto, vengono diffuse fuori dalla linea di vista con pi\u00f9 efficacia. Se davanti c\u2019\u00e8 una pioggia sottile, la rifrazione nelle gocce costruisce un arco dove rimangono soprattutto rosso, arancio e giallo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi archi possono apparire molto larghi e poco netti, soprattutto quando la precipitazione \u00e8 composta da piccole gocce. Sono proprio gli esempi che hanno contribuito a superare l\u2019idea dell\u2019arcobaleno sempre composto da sette strisce nette. La classificazione cromatica dei dodici tipi mette in evidenza che l\u2019atmosfera agisce come un filtro prima ancora che l\u2019acqua separi la luce.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un arco rosso \u00e8 pi\u00f9 probabile negli ultimi minuti prima del tramonto, non necessariamente durante un temporale violento. Una schiarita dopo una pioggia leggera pu\u00f2 essere pi\u00f9 favorevole di un nubifragio, perch\u00e9 lascia al Sole un varco basso sull\u2019orizzonte. La sicurezza viene prima della fotografia: non bisogna sostare in aree esposte se sono ancora presenti fulmini.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Dopo la pioggia - canzone per bambini -  testo di Gianni Rodari\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8DP2cjiQicw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il collegamento con gli altri fenomeni ottici diventa chiaro nelle giornate umide. Chi osserva una gloria dall\u2019alto di un colle o da un aereo pu\u00f2 poi riconoscere come goccioline di dimensione diversa cambino drasticamente le immagini prodotte dalla luce. Per questo vale la pena leggere anche la spiegazione dedicata alla <a href=\"https:\/\/atamb.it\/blog\/cielo-e-spazio\/elisabetta-i-giallo-gloria\/\">differenza tra gloria e arcobaleno<\/a>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_osservare_e_fotografare_gli_arcobaleni_in_Italia_senza_falsare_i_colori\"><\/span>Come osservare e fotografare gli arcobaleni in Italia senza falsare i colori<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli arcobaleni richiedono poca attrezzatura, ma una lettura attenta del meteo. I bollettini radar delle precipitazioni mostrano se il nucleo piovoso sta allontanandosi e se una schiarita sta arrivando da ovest o da est. A quel punto occorre uscire solo se il Sole \u00e8 visibile o sta per diventarlo, senza trasformare l\u2019osservazione in una corsa sotto un temporale attivo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra marzo e maggio, e poi tra settembre e novembre, l\u2019Italia offre spesso fronti con alternanza di pioggia e aperture luminose. In estate, soprattutto nelle aree interne dell\u2019Appennino e della Pianura Padana, i temporali di fine pomeriggio possono lasciare una finestra utile di dieci o venti minuti. Sulle coste, gli spruzzi marini permettono talvolta di vedere piccoli archi anche senza vera pioggia.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un metodo operativo per vedere colori reali<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima regola \u00e8 orientarsi. Se il Sole tramonta a ovest, l\u2019arco apparir\u00e0 verso est; se \u00e8 basso a sud-ovest in inverno, va cercato a nord-est. Un\u2019app astronomica pu\u00f2 indicare la posizione solare, ma basta osservare dove cadono le ombre per ricavare la direzione opposta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda regola riguarda il contrasto. Un fondale scuro di nuvole fa risaltare l\u2019arco molto pi\u00f9 di un cielo completamente bianco. Il terzo elemento \u00e8 la sicurezza: non bisogna cercare un\u2019inquadratura su argini scivolosi, strade trafficate o crinali esposti durante un temporale. Un arcobaleno dura poco, ma una scelta imprudente dura molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Controlla che il Sole sia alle tue spalle e che la pioggia resti davanti, nella met\u00e0 opposta del cielo.<\/li><li>Osserva quando il Sole \u00e8 basso, preferibilmente entro due ore dal tramonto o dopo l\u2019alba, per avere un arco pi\u00f9 alto sull\u2019orizzonte.<\/li><li>Fotografa in formato RAW se la fotocamera lo consente, perch\u00e9 conserva pi\u00f9 informazioni nelle alte luci e nelle tonalit\u00e0 deboli.<\/li><li>Evita filtri di saturazione aggressivi, dato che possono inventare confini cromatici assenti nella scena reale.<\/li><li>Annota ora, luogo e condizioni della pioggia, dati utili per confrontare gli archi osservati in giornate diverse.<\/li><\/ul>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Smartphone e fotocamera: impostazioni che non trasformano il cielo in pubblicit\u00e0<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con uno smartphone moderno conviene toccare la parte luminosa dell\u2019arco e abbassare leggermente l\u2019esposizione. Una riduzione tra 0,3 e 1 stop, se disponibile, aiuta a conservare i dettagli delle bande senza rendere nere le nuvole. La modalit\u00e0 HDR pu\u00f2 essere utile, ma alcuni dispositivi aumentano la saturazione in modo evidente e rendono sospette le tonalit\u00e0 pi\u00f9 sottili.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con una fotocamera, un grandangolo \u00e8 la scelta pi\u00f9 pratica. Su full frame, 16-24 mm permettono di includere un arco ampio; su APS-C, una focale fra 10 e 16 mm offre un campo comparabile. Un\u2019esposizione iniziale di 1\/125 di secondo, f\/8 e ISO 100 \u00e8 un punto di partenza diurno, da correggere in base alla luminosit\u00e0 reale e non una ricetta fissa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un polarizzatore circolare pu\u00f2 aumentare il contrasto del paesaggio, ma va usato con cautela. Ruotandolo, pu\u00f2 attenuare porzioni dell\u2019arcobaleno in modo non uniforme e produrre un cielo irregolare con i grandangoli. Per documentare la struttura fisica dell\u2019arco, una fotografia senza polarizzatore e senza filtri creativi \u00e8 spesso pi\u00f9 leggibile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prossima azione concreta \u00e8 semplice: alla prima schiarita dopo un rovescio, cerca il punto antisolare e scatta tre immagini con esposizioni diverse. Confrontando i file sullo schermo, si vede subito quanto le impostazioni cambino la percezione dello spettro. \u00c8 un piccolo esperimento che rende i dodici tipi di arcobaleni meno astratti e molto pi\u00f9 osservabili.<\/p>\n\n<script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perchu00e9 l'arcobaleno ha il rosso all'esterno?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Nel primario, la luce rossa emerge dalle gocce con un angolo leggermente maggiore rispetto al violetto. 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Per questo il rosso occupa il margine esterno dell&#8217;arco e il violetto quello interno.<\/p>\n<h3>Quando \u00e8 pi\u00f9 facile vedere un arcobaleno in Italia?<\/h3>\n<p>Serve pioggia o spray d&#8217;acqua davanti all&#8217;osservatore e Sole alle spalle, preferibilmente basso sull&#8217;orizzonte. Le schiarite dopo i rovesci primaverili, autunnali o dopo temporali estivi sono situazioni favorevoli.<\/p>\n<h3>Un doppio arcobaleno ha i colori nello stesso ordine?<\/h3>\n<p>No. Nel secondo arco i colori sono invertiti e la luminosit\u00e0 \u00e8 minore, perch\u00e9 la luce compie due riflessioni interne nella goccia invece di una.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 alcuni arcobaleni sembrano quasi bianchi?<\/h3>\n<p>Negli archi di nebbia le goccioline molto piccole allargano e sovrappongono le bande cromatiche. I colori perdono saturazione e l&#8217;occhio percepisce un arco biancastro o grigio chiaro.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Come nascono gli arcobaleni e perch\u00e9 i colori cambiano nel cielo Dopo un acquazzone estivo, il cielo pu\u00f2 schiarirsi da ovest mentre a est resta una cortina di pioggia. \u00c8 la situazione concreta in cui vale la pena voltarsi con il Sole alle spalle: il fenomeno non sta \u201cdavanti al Sole\u201d, ma dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-617","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cielo-e-spazio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/617\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/atamb.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}